Press

La nascita della piattaforma di e-commerce della Camera di Commercio Italiana a Singapore
“Per le PMI italiane, fare e-commerce è una strategia da prendere sempre più in considerazione, ancora di più durante questi tempi segnati dalla pandemia di Coronavirus. L’Italian Chamber of Commerce in Singapore ha inaugurato il progetto di e-commerce Italian Gallery Singapore, con lo scopo di favorire l’accesso delle aziende italiane al mercato di Singapore e agli altri mercati asiatici”.
Italian Business Report 2018
Scaling new heights of growth

Italian-Singapore business relations are expected to improve further with the much-anticipated signing of the EU-Singapore free trade agreement this month.
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Uno Stato alleato delle aziende. L'Italia ha spazio per crescere _ Il Tempo
Opportunita', zero burocrazia e fisco amico. Cosi' la citta asiatica aspetta il made in Italy.

SINGAPORE _ Poche tasse sugli utili per chi investe, servizi finanziari con standard occidentali, capitale umano di alto livello ma soprattutto uno Stato che si allea con le imprese. (...)
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La quarta vita di Singapore _ Il Sole 24 ore
La quarta vita di Singapore di Gianluca Di Donfrancesco.

La citta'-Stato si trasforma in <> con le tecnologie digitali.

Tutto attorno, i palazzi della Apple, Foxconn, P&G e dei big dell'hi-tech, l'ultimo segmento di una filiera integrata dell'innovazione, racchiusa in un parco tecnologico che ospita piu' di 400 societa' e oltre 46mila addetti. (...)
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IL FOGLIO
Manfrine come quello dello stadio della Roma – si fa, non si fa, si fa a metà – danneggiano l’immagine dell’Italia e della Capitale come centro di attrazione di investimenti stranieri. “Noi ci proviamo a raccontare il lato buono dell’Italia, ma queste vicende…”: ragiona così, di fronte a un piatto di gricia al Testaccio, il presidente della Camera di Commercio italiana a Singapore, il finanziere Federico Donato. La piccola città stato incastonata tra Malesia e Indonesia, è una miniera di opportunità e di investimenti, ma l’Italia riesce ad attrarne ben pochi. “C’è qualcosa, la gestione di un terminal portuale a Genova e uno a Venezia da parte del colosso PSA, l’investimento del fondo sovrano GIC nel centro commerciale Roma Est, nel 2016 l’acquisto del 20 per cento di Moncler da parte di Temasek…ma potrebbe esserci molto di più”. Rispetto ad altri paesi europei, gli investimenti singaporeani in Italia sono risicati. Fino a pochi anni fa la societa' aeroportuale di Singapore era socio di minoranza di Aeroporti di Roma, ma anche li' i dissidi sulla governance portarono al divorzio. L’Italia ha una sua ambasciata a Singapore (guidata da Paolo Crudele, pare si dia un gran da fare) e le dedica molte attenzioni: da Padoan a Calenda, passando per Scalfarotto e Della Vedova, gli ultimi esecutivi hanno visitato spesso la citta'-stato. Singapore invece aprira' un’ambasciata a Roma solo quando i traffici economici tra i due paesi giustificheranno la scelta. Al momento ci sono solo un ambasciatore non residente, (l’immobiliarista Chio Kiat Ow, che come i suoi predecessori viaggia in Italia tre o quattro volte all’anno ma senza stabilirsi a Roma) e un consolare onorario. Qualche mese fa, guidando una delegazione di 30 imprese del suo paese accompagnate dal presidente della Repubblica Tony Tan, l’ambasciatore Ow proposte a qualche politico nostrano: “Fatemi una lista delle cose interessanti in cui gli imprenditori di Singapore potrebbero investire in Italia”. Pragmatismo da mercanti dell’Indocina, così diverso dalle mille lungaggini della burocrazia italica. Qualche segnale positivo in realtà c’è stato: nel 2014 è sbarcato in Via Veneto Kwek Leng Beng, uno dei paperoni di Singapore (patrimonio stimato di oltre 7 miliardi di dollari), per perfezionare l’acquisto del Boscolo Palace. GIC ha messo un po’ di soldi nel piatto del fondo Atlante. Nel settore alberghiero romano, dicono, altri miliardari della Lion City potrebbero lasciarsi attrarre. Alla Farnesina, soprattutto dopo che il governo italiano ha rimosso Sigapore dalla famigerata black list dei paradisi fiscali, ci si aspetta che la benedetta ambasciata venga aperta. Donato concorda “Noi facciamo del nostro meglio , abbiamo anche aperto un ufficio a Milano per aiutare i singaporeani a conoscere l’Italia, ma ora tocca a loro”.
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La Camera di commercio italiana a Singapore a apre a Milano.
La Camera di Commercio a Singapore apre a Milano

Vuole così sopperire alla mancanza di un'ambasciata in Italia. Il presidente Donato: il governo incentiva l'innovazione

La Camera di commercio italiana a Singapore apre a Milano. L'appuntamento è per il 12 maggio prossimo, nella sede dell'Associazione italiana commercio estero. L'organizzazione intende così sopperire alla mancanza in Italia di un'ambasciata o di un ufficio per l'attrazione degli investimenti della città del Leone. «Le sanzioni contro la Russia e le turbolenze in Medio Oriente stanno restringendo le opzioni di business per le imprese italiane», spiega Federico Donato presidente dell'Iccs e vicepresidente dei Assocamerestero, a colloquio con MF-Milano Finanza. «In questo contesto il mercato del Sudest asiatico rappresenta una soluzione». Per le aziende che intendono approcciare la regione, Singapore può diventare il fulcro legale e logistico, sfruttando sia la propria posizione geografica, sia la lingua (il padre della Patria Lee Kuan Yew volle che fosse l'inglese), sia un ambiente per le imprese da sempre in cima alle classifiche mondiali. L'uscita ad aprile dello scorso anno dalla black list dei paradisi fiscali stilata dal Tesoro ha dato un ulteriore impulso. Singapore, aggiunge Donato, «ha continuato a seguire le linee guida dell'Ocse in materia di trasparenza informativa migliorando ulteriormente la propria reputazione e continuando ad avvicinare così investitori grandi e piccoli». Con l'esclusione dalla black list potremo a questo punto competere ad armi pari con altri Paesi. La città-Stato offre l'opportunità di aprirsi ad altri Stati della regione come il Myanmar e l'Indonesia. Si tratta di realtà in sviluppo costante, nei quali si sta formando una classe media, ma che ancora necessitano di interventi nella rete infrastrutturale e che sono alle prese con il processo di integrazione dell'Asean, l'organizzazione che riunisce le 10 nazioni del Sudest asiatico, anche nella direzione di una comunità economica, pur con le difficoltà del caso, dettate dal diverso livello di sviluppo dei diversi Stati membri. A sua volta Singapore può confermarsi lo sbocco per investimenti e manifatture ad alta innovazione. La città-Stato «deve mantenersi un polo d'eccellenza in un'area che ha bisogno di un filtro. Questo filtro è proprio Singapore, tanto più considerando il graduale ripiegamento di Hong Kong verso la Cina». Dal punto di vista settoriale l'hub finanziario del Sudest asiatico si sta caratterizzando come un polo d'attrazione per le start-up, facendo leva sull'alto livello di tutela della proprietà intellettuale. Il governo punta quindi a incentivare e agevolare le industrie innovative, aprendo canali per eccellenze delle produzione italiana che li trovano base: dal biotech, alla farmaceutica, passando per la difesa.
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